Hai presente quelle scatoline rettangolari con tanti minuscoli bastoncini colorati, così invitanti da sembrare quasi caramelle? Bene, spesso non sono altro che pastelli morbidi (in inglese, “soft pastels”), uno dei mezzi pittorici più antichi eppure ancora sorprendentemente moderni. Se ti sei mai chiesto come funzionino esattamente, o se stai valutando di acquistarli ma non sai da dove iniziare, prenditi qualche minuto: in questa guida troverai spiegazioni, suggerimenti pratici e consigli su quali prodotti scegliere, con un occhio anche ai prezzi.

Cosa sono i pastelli morbidi?
I pastelli morbidi si presentano come bastoncini colorati, dalla forma cilindrica o squadrata. La loro essenza è molto semplice: un pigmento in polvere (cioè il colore vero e proprio) miscelato con una quantità minima di legante. Più legante equivale a un pastello più duro, meno legante rende il pastello più friabile. Ecco perché esistono i cosiddetti “pastelli secchi duri” e i “pastelli secchi morbidi,” che poi sono quelli che stiamo trattando qui.
Se ti stai chiedendo dove risieda la differenza rispetto ad altre tecniche, la risposta sta nella purezza del colore. Usando pochissimo legante, i pastelli morbidi permettono di stendere direttamente il pigmento sul foglio, generando tinte vivide, sfumature delicate e passaggi cromatici morbidi. Altra caratteristica? Esiste un’incredibile varietà di gradazioni. Alcune marche, come Sennelier, offrono addirittura oltre 500 tonalità, differenziate da sfumature appena percettibili. Un paradiso per chi ama esplorare tutte le possibilità del colore!
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Un po’ di storia: da Rosalba Carriera a Edgar Degas
Nonostante si parli di “pastelli” sin dal XVI secolo, l’esplosione di questa tecnica avvenne nel Settecento, grazie a ritrattisti come Rosalba Carriera e Jean-Etienne Liotard. Fu però Edgar Degas, nell’Ottocento, a rendere i pastelli morbidi estremamente popolari, utilizzandoli per i suoi celebri dipinti di ballerine. La sua sperimentazione portò la tecnica oltre i ritratti e i paesaggi tradizionali, aprendo la strada a una pittura più veloce ed espressiva. Ancora oggi, molte case produttrici di pastelli morbidi affondano le radici in quell’epoca, e cercano di mantenere un processo di fabbricazione artigianale o semiartigianale per conservare la qualità “storica” del prodotto.
Pastelli morbidi o “secchi”? Questione di nomi
Magari ti sei imbattuto in termini come “soft pastel,” “pastel sec,” “pastelli secchi.” È normale fare un po’ di confusione. Semplifichiamo:
- Pastelli morbidi = “Soft Pastels” (inglese) / “Pastel Sec” (francese).
- Pastelli duri = “Hard Pastels,” con maggiore legante. Spesso detti “crete” o “pastelli secchi duri.”
- Pastelli a olio, pastelli a cera e altre varianti rientrano in categorie a parte (e non le tratteremo qui).
In sostanza, i pastelli morbidi sono un sottogruppo dei cosiddetti “pastelli secchi.” Ma in italiano, la maggior parte delle persone preferisce chiamarli direttamente “pastelli morbidi” o “soft.” Non c’è nulla di sbagliato in entrambe le diciture, basta sapere a cosa ci si riferisce.
Come si utilizzano – Consigli per chi inizia
È vero che l’istinto ci porta a tenere un pastello come fosse una matita. Ma ti avviso: la friabilità del bastoncino richiede alcuni accorgimenti. Ecco qualche dritta per partire con il piede giusto.
Scegliere la carta giusta
La superficie è fondamentale. Poiché i pastelli morbidi rilasciano molto pigmento, e non contengono quasi legante, c’è bisogno di una carta (o altro supporto) in grado di “trattenere” la polvere colorata. Una carta ruvida o con una certa “tooth” (microstruttura) è l’ideale. Molti brand producono blocchi specifici per pastelli, con grane diverse. Più la grana è marcata, più pigmento potrai stratificare, ma dovrai anche confrontarti con un tratto meno definito. Se cerchi linee pulite, potresti preferire una grana fine o addirittura media.
Prepara i contorni con matite pastel o pastelli duri
Se devi realizzare un disegno complesso, magari un ritratto o un paesaggio dettagliato, può esserti utile abbozzare la struttura con strumenti più sottili: le pastel pencil (matite da pastello, senza olio né cera) o i pastelli secchi duri. In questo modo, tracci linee precise senza “sbavare.” Poi potrai passare ai soft pastels per colorare e creare sfumature, sfruttando la loro morbidezza.
Sfrutta la versatilità del bastoncino
I pastelli morbidi si possono tenere “di punta” per tracciare segni più precisi (compatibilmente con la loro friabilità) oppure “di lato” per coprire grandi superfici in un batter d’occhio. Con la mano leggera, otterrai un velo di colore; con pressione decisa, depositerai più pigmento.
Sfuma con le dita (o sfumini)
Non c’è tavolozza su cui mescolare i colori, perché la fusione avviene direttamente sulla carta. Se vuoi un passaggio graduale, puoi semplicemente strofinare le dita (pulite) sulla zona in cui due tinte si incontrano. Attento a non trascinarti residui di colore indesiderati: a volte conviene tenere uno straccio per pulire velocemente i polpastrelli. Se non ami sporcati le mani o hai le dita sudate, usa sfumini o spugnette.
Proteggi il tuo lavoro
Ricorda che il pigmento si “appoggia” sul foglio senza fissarsi del tutto. Basta un colpo di manica e puoi rovinare ore di fatica. Per questo esistono i fissativi spray specifici per pastello. Spruzzati alla fine, aiutano a stabilizzare il colore. Alcuni artisti preferiscono non usarli o usarli poco, per non alterare la brillantezza. Sperimenta tu, provando varie marche di fissativi e regolando la distanza di spruzzo.
E a proposito di stoccaggio, tieni i tuoi disegni in un raccoglitore o incorniciali sotto vetro con un passpartout, così eviti contatti diretti tra l’opera e la superficie del vetro.
Materiali indispensabili per iniziare
- Set di pastelli morbidi
Per i principianti, va benissimo un set base da 12-24 colori. Meglio ancora se si tratta di un set “introduttivo” scelto dal brand, con una gamma di tinte equilibrate. Man mano che diventi più esperto, potrai comprare pastelli singoli (magari in negozi specializzati o online) per arricchire la collezione con sfumature particolari. - Pastel pencil o pastelli duri
Ti serviranno per disegnare contorni precisi, dettagli, o rifiniture. Alcuni marchi come Carbothello (Stabilo) o Derwent producono pastel pencil di ottima qualità. - Carta ruvida specifica per pastelli
Ci sono blocchi di varie marche (ad esempio Canson Mi-Teintes, Clairefontaine Pastelmat, Fabriano Tiziano) oppure carte con trattamenti speciali in grado di “aggrappare” meglio il pigmento. - Sfumini e spugne
Non sono obbligatori, ma se vuoi passaggi molto delicati e non ami sporcarti le mani, fanno comodo. - Fissativo spray
Per proteggere la parte finale del tuo lavoro. Usalo con moderazione se non vuoi opacizzare i colori. Alcuni preferiscono non usarlo affatto, ma se devi trasportare o esporre l’opera, un leggero strato può dare un po’ di sicurezza.
Marche e fasce di prezzo
Nel mondo dei pastelli morbidi, esistono brand storici e altre realtà emergenti. Eccone alcune molto note:
- Sennelier: famosa per la gamma enorme (oltre 500 colori!), i bastoncini morbidi e ricchi di pigmento. Prezzi medio-alti, ma la qualità è altissima.
- Rembrandt (Royal Talens): un classico nella fascia di prezzo media. Hanno una consistenza morbida, ma non eccessivamente, con un buon equilibrio tra pigmentazione e resistenza.
- Unison: marca inglese artigianale, molto apprezzata dai professionisti. I prezzi non sono bassi, ma ogni colore è “fatto a mano” e si sente la differenza nella purezza delle tinte.
- Schmincke: brand tedesco di grande tradizione, con pastelli super morbidi e saturi di colore. Fanno set davvero invitanti, anche se costosi.
Quanto spenderai? Ecco qualche stima indicativa:
- Set base da 12 pezzi: 10-20 euro se parliamo di marche entry-level (es. Koh-i-Noor). Da 25-30 euro in su per brand di fascia media (Rembrandt), e oltre 50-60 euro per brand top (Unison, Sennelier).
- Set da 24-36 pezzi: variano dai 30-40 euro (prodotti base) fino a 80-120 euro e oltre (Sennelier, Schmincke, Unison).
- Pastelli singoli: da 1-2 euro (marche economiche) a 3-5 euro l’uno (marche premium).
- Carta: un blocco A4 per pastello con 15-20 fogli può costare dai 5-10 euro fino a 15-20 euro (es. Pastelmat di Clairefontaine).
Non dico che devi spendere una fortuna. Per iniziare basta un set di fascia media e una carta adeguata. Mano a mano che ti appassioni, potrai ampliare la tavolozza, scegliendo singoli pastelli di brand diversi.
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Tecniche e suggestioni
Disegno a strati
Un aspetto affascinante dei pastelli morbidi è la possibilità di sovrapporre strati di colore senza mescolarli totalmente, ottenendo sfumature ottiche. Puoi, ad esempio, stendere un velo di giallo e poi fare passare con leggerezza un arancio. Il risultato finale sarà diverso da un semplice “arancio puro.” Questo ricorda un po’ la tecnica delle velature nella pittura a olio.
Uso di linee e texture
Non devi per forza “sfumare” tutto. Se ami un approccio più espressivo, puoi lasciare visibili i segni del passaggio del pastello. Le linee possono creare pattern interessanti, dare un senso di movimento o vibrazione ai tuoi soggetti. Dipende dal tuo stile e dal tipo di emozione che vuoi trasmettere.
Se sbagli?
A differenza dell’acquerello, qui non puoi lavare via il colore. Ma puoi cancellare con una gomma morbida o, in casi più estremi, “soffiare via” i pigmenti in eccesso e ricoprire con un tono più scuro. Sì, i pastelli sono molto tolleranti. Ricordati però che i supporti più ruvidi permettono più correzioni, poiché trattengono maggior pigmento.
Conclusioni
I pastelli morbidi hanno una qualità tattile ineguagliabile. Tenere fra le dita un piccolo cilindro di pigmento e sentirlo depositare il colore sul foglio dà una sensazione intima, quasi “manuale” nel senso più puro. È un modo di dipingere che unisce la gestualità del disegno alla pienezza pittorica. Non stupisce quindi che abbiano affascinato artisti del calibro di Degas e che continuino a conquistare dilettanti e professionisti.
Se ti piace l’idea di sporcarti un po’ le mani e di avere un contatto diretto con il colore, i pastelli morbidi sono per te. Se ami la precisione e vuoi dettagli, puoi integrare l’uso delle pastel pencil. E se sogni grandi campiture sognanti, puoi tracciare ampie strisciate sfumate in un batter d’occhio. Non c’è limite, se non la tua immaginazione.
Per quanto riguarda i costi, puoi spendere poco o tanto, a seconda di marchio e gamma di colori. Un piccolo set base di buona qualità può già regalarti gioie inaspettate. Con il tempo, se diventerai un “maniaco del colore,” potrai ampliare la raccolta.
Quindi, non esitare: se senti il richiamo di questo medium, comincia con un set di pastelli morbidi e un buon blocco di carta ruvida. Gioca con le dita, usa un fissativo leggero, sperimenta sovrapposizioni e sfumature, lasciati ispirare. È quasi certo che, una volta scoperta la morbidezza e la brillantezza dei pastelli, non vorrai più abbandonarli.
